Il termine di notifica della multa è a favore del trasgressore.

Ritratto di Avv. Danilo Mongiovì

A cura dell'Avv.
Segnaliamo una interessante sentenza del Giudice di Pace di Palermo, con la quale il decidente ha annullato una contravvenzione per essere stata la stessa notificata oltre il termine di 150 giorni (ora diventato di 90 giorni) dall'infrazione.

La particolarità della sentenza consiste nel fatto che il Giudicante, al fine di determinare la tempestività della notifica, ha preso in considerazione non la data in cui la stessa è stata inviata dal Comune, ma la data in cui è stata ricevuta dal proprietario.

Procediamo con ordine.

Come molti già sanno, se una violazione non è contestata immediatamente al trasgressore (per esempio, perchè questi non è presente sul luogo), essa va notificata allo stesso.

Tale notifica deve avvenire entro un termine preciso. Questo termine era fissato in 150 giorni, fino all'agosto del 2010. Dopo quella data, a seguito di un intervento legislativo, è stato abbreviato a 90 giorni.

Se la violazione è contestata immediatamente ed il trasgressore non è il proprietario dell'auto, allora il verbale deve essere notificato al solo proprietario entro il termine di 100 giorni dalla violazione.

Bene, secondo costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, i termini che abbiamo appena indicati sono rispettati se l'organo accertatore (comune, vigili urbani, polizia ecc.) entro gli stessi ha affidato il plico al servizio postale, fermo restando che il termine per proporre il ricorso decorre comunque dalla data di ricezione.

Quindi, in parole semplici, se il verbale è stato spedito, per esempio, il giorno 89 dopo la violazione, il termine di notifica si considera rispettato, anche se lo stesso è giunto al trasgressore il giorno 95. Mentre il termine per la proposizione del ricorso decorrerà dal giorno 95.

Il ragionamento che sta alla base di questa soluzione consiste nel fatto che non si può far ricadere le conseguenze negative del ritardo del servizio di spedizione, in capo all'organo accertatore, quando questi comunque abbia spedito il plico entro il termine assegnato.

Il giudice di pace di Palermo, con la sentenza in commento, ribalta questa soluzione.

Dopo avere premesso di essere a conoscenza dell'orientamento della Cassazione, il Giudicante argomenta che il termine di notifica della multa deve considerarsi posto dal legislatore nell'interesse del trasgressore.

In effetti, la ratio della norma è quella di assicurare un concreto diritto di difesa al cittadino-trasgressore.

Si rifletta, al riguardo, sul fatto che nei casi in esame la violazione è contestata in assenza del trasgressore - proprietario e questi molto spesso viene a sapere della contravvenzione solo con la successiva notifica.

La necessità di fissare un termine per la notifica, pertanto, sorge dall'esigenza di mettere in grado il proprietario - trasgressore di difendersi adeguatamente contro la contestazione. E per difendersi è necessario che il trasgressore possa ricordare tutti i dettagli rilevanti della vicenda.

Tale ricordo, come è ovvio, non sarebbe possibile se la notifica del verbale avvenisse troppo tempo dopo la violazione.

Se il termine di notifica, quindi, è posto dal legislatore nell'interesse del trasgressore, allora deve concludersi che in capo allo stesso non possono ricadere gli effetti negativi di un eventuale ritardo del servizio postale.

Cioè, un tale eventuale ritardo non può in alcun modo dilatare, in danno del trasgressore, il termine di notifica della multa.

Tali effetti negativi del ritardo, quindi, ricadranno unicamente sull'organo accertatore che perderà il diritto di chiedere il pagamento.

Al riguardo, e rimanendo nel solco del ragionamento, potremmo anche ipotizzare che l'organo accertatore, qualora abbia con ragionevole anticipo affidato il plico al servizio postale, avrebbe azione per il risarcimento del danno contro di esso, qualora quest'ultimo non sia stato comunque in grado di consegnare il verbale entro il termine.

Si avverte, comunque, che quella in esame è una sentenza isolata e la giurisprudenza maggioritaria ritiene tempestiva la notifica della multa se questa è spedita entro il termine di 90 giorni, anche se giunta successivamente.

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info su validità contravvenzione

Buonasera Egr. Avvocato,
cercando qualche informazione su un problema che mi assilla, mi sono imbattuto in questo blog decisamente utile.
Le chiedo cortesemente un parere in fatto di tempi di notifica di contravvenzioni:
in data 26/06/12 mia moglie è distrattamente incappata in un Velox fisso, il relativo verbale (giustamente) è stato redatto in data 29/08/2012, consegnato un mese dopo e prontamente pagato in data 25/09/12.
Per motivi di pura disinformazione e distrazione, credendo erroneamente riguardasse soltanto casi di conducente diverso da proprietario del veicolo, il modulo allegato per comunicare i dati del conducente (per la decurtazione dei punti patente) è stato archiviato e non inviato quindi nei 60gg di tempo concessi... cadendo così (come moltissimi da quel che ho scoperto) nella sanzione prevista dall'art. 126bis del CdS.
Ora, la notifica di tale omissione (ripeto, involontaria) con tanto di pesante sanzione (maggiore dell'infrazione) ci è stata recapitata il 31/12/2013 ovvero 2gg fa... a distanza di più di un anno (circa 470 giorni)
Ora, esiste un modo per ottenere la decurtazione punti a distanza di tutto questo tempo chiarendo la non intenzionalità dell'omissione?
In caso contrario, il termine dei 150gg per invalidare la notifica tardiva delle sanzioni è applicabile all'articolo in questione? Come soluzione preferirei la prima dato che siamo rispettosi delle leggi, solo che i 213/299euro di sanzione attualmente sarebbero "problematici"...
Spero di non essermi dilungato troppo, ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

La sanzione è da notificarsi

La sanzione è da notificarsi entro 90 giorni (150 è il vecchio termine) a far data dall'ACCERTAMENTO.
Pertanto, legga nel verbale quando la sanzione relativa alla mancata comunicazione dei dati è stata accertata e da quel momento conti i 90 giorni. Si aiuti con questo: http://www.studiolegalemongiovi.it/consulenza_immediata.html

Quello che lei atecnicamente chiama "non intenzionalità dell'omissione" è, tecnicamente, un errore sul diritto, che non ha alcuna rilevanza, pertanto si concentri solo sulla tempestività della notifica, consultando lo strumento che ho linkato più sopra.

Buon giorno

Buon giorno avvocato,
desidererei porle il seguente quesito:

In data 9 settembre ho preso una multa per divieto di sosta con il motorino. Al momento della irrogazione della multa ero presente ed ho anche bisticciato con il vigile. Ora mi è stato notificato il verbale che riporta la seguente dicitura: "contestazione omessa: perché lo stesso non era presente al momento dell'accertamento".

Questa affermazione è palesemente falsa come già detto. E' possibile fare qualche cosa? Bisogna presentare querela di falso? Bisogna avere dei testimoni? Quale è la procedura? Ci sono dei rischi?

La ringrazio in anticipo per la cortese risposta e porgo distinti saluti

Mario Ghiglione

Sconsiglio la querela di

Sconsiglio la querela di falso, perchè è molto, molto difficile vincere, specialmente se si dispone di semplice prova testimoniale (un video, per esempio, già sarebbe meglio). Equivale ad accusare formalmente un PU di avere commesso un grave reato ed espone, pertanto, al rischio molto concreto di subire una controquerela da parte del PU, oltre la condanna ad una ulteriore pena pecuniaria in automatico.

info sentenza

Egregio Avvocato,
desidererei conoscere il numero della sentenza del Giudice di Pace di Palermo che cita nel commento in quanto la trovo molto interessante e innovativa rispetto agli orientamenti precedenti.
Inoltre vorrei chiederLe un parere su una multa ricevuta dal Centro Nazionale Accertamento Infrazioni di Roma circa una violazione commessa in Bergamo: il ricorso, in questo caso, deve essere presentato al Prefetto di Bergamo?
Grazie della sua disponibilità e della professionalità che mette al servizio del cittadino.

La sentenza è la 1389/12 e la

La sentenza è la 1389/12 e la può scaricare in pdf dal link alla fine dell'articolo. Per quanto interessante, devo comunque avvertirla che si tratta di un orientamento isolato (cioè difficilmente troverà un giudice che la pensi allo stesso modo).

Il ricorso si presenta nel luogo dove la contravvenzione è stata elevata.

Buonasera Egr. Avv.

Buonasera Egr. Avv. Mongiovì,
Innanzitutto mi unisco ai molti che già hanno espresso l'apprezzamento per un sito finalmente davvero utile al cittadino.

Poi vorrei sottoporle una questione:
Il giorno 12/07/2013 trovo nella cassetta postale un foglietto della posta che mi chiede di andare a ritirare una raccomandata.

Il giorno seguente (13/07/2013) mi reco alla posta ove mi viene consegnato un foglio in cui c'è scritto che un notificatore non mi ha trovato a casa ed ha depositato un verbale nella casa comunale (caserma dei vigili).
La data di deposito è 28/06/2013.
Specifico che alla posta mi hanno ritirato il foglietto che era nella casella postale quindi non ne ho più disponibilità.

Il giorno 24/07/2013 riesco ad andare in questa caserma dove mi viene consegnato un verbale relativo ad una (presunta) infrazione del 05/04/2013 di cui io personalmente non ho memoria (e sono sicuro di non essere stato nelle vie di cui si parla nonostante non possa dimostrarlo).

Visto che la presunta infrazione è del 05/04/2013 e io ho avuto la prima comunicazione (foglietto nella buca delle lettere) dopo 98gg mentre ho preso visione del verbale il 24/07/2013 è possibile fare ricorso in quanto scaduti i termini (se non erro 90gg) di consegna ?

La ringrazio in anticipo

Come specificato

Come specificato nell'articolo, la sentenza più sopra riportata è isolata e non costituisce valido precedente. Quindi deve sempre considerare che il termine di 90 giorni è rispettato con l'invio del verbale, anche se ricevuto successivamente. Quindi controlli quando il verbale è stato INVIATO.

equitalia nord

ho ricevuto una cartella Equitalia datata 9 luglio 2013 che mi chiedeva il pagamento di una multa presa il 22 maggio 2003, in quanto ero alla guida di uno scooter sprovvisto di revisione (il mezzo mi era stato dato in prestito). Multa elevata dai vigili urbani di Imperia, l'estratto di ruolo della cartella equitalia riporta così: RUOLO 2006 NR.XXXXXXX VISTO 19.10.2006 SPECIE ORDINARIO CARTELLA XXXXXXXXXXXXXXXX NOTIFICA 07.02.2007....ma non è caduta in prescrizione? e poi perché ricevo la multa di un mezzo nn revisionato, ma di cui non sono proprietaria? Va bene che ho firmato il verbale quando mi hanno fermato e hanno preso gli estremi dei documenti, ma io ho "girato" la multa al proprietario del mezzo in quanto avrebbe dovuto pagarla lui....avrebbe... vi ringrazio per l'attenzione, spero possiate aiutarmi a capire...

 

L'obbligato principale al

L'obbligato principale al pagamento delle multe è sempre il conducente (firma o non firma poco importa), perchè è il conducente che commette la violazione (lei ha l'obbligo di accertarsi che tutti i documenti siano in regola quando usa un mezzo altrui). Il proprietario è obbligato in solido.

Comunque probabilmente la sanzione è prescritta, viste le date di notifica. Può proporre istanza di annullametno in autotutela o agire in opposizione all'esecuzione.