La notifica (o notificazione) degli atti

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A cura dell'Avv.


Indice

Ho ricevuto una busta verde per "atti giudiziari"

Cosa è la notifica

La notifica via posta

Cosa è la relata di notifica

La consegna al destinatario in persona

La consegna ad una persona diversa dal destinatario, compreso il portiere

Cosa succede se il destinatario non è in casa nè è possibile consegnare l'atto ad altre persone?

Cosa succede se l'indirizzo del destinatario è sconosciuto?

Altri tipi di notifica

La sanatoria della nullità della notifica

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La notifica è quel procedimento attraverso il quale si porta a conoscenza di un determinato soggetto l'esistenza ed il contenuto di un certo documento o di un certo atto.

Le modalità con le quali tale procedimento deve svolgersi sono indicate in maniera dettagliata dalla legge. Quando una notifica non è stata effettuata secondo la legge, essa è irregolare o, nei casi più gravi, nulla.

Il soggetto che provvede alla notifica deve essere un ufficiale giudiziario o comunque un altro soggetto abilitato (per esempio, il messo comunale). Possono essere abilitati ad effettuare le notifiche anche gli avvocati.

La notifica, generalmente, avviene consegnando una copia dell'atto (conforme all'originale) nelle mani del destinatario.

Nel momento in cui tale consegna avviene, per la legge il destinatario è da considerarsi a conoscenza dell'esistenza e del contenuto dell'atto o del documento che gli è stato notificato.

In alternativa alla consegna nelle mani del destinatario, l'ufficiale giudiziario (o il diverso soggetto abilitato ad effettuare la notifica) può spedire via posta l'atto o il documento da notificare, attraverso una raccomandata con avviso di ricevimento.

Tale cartolina di ricevimento costituirà la prova dell'avvenuta notifica. Sarà l'addetto al servizio postale a curare la consegna della busta chiusa (contenente l'atto) al destinatario.

La busta chiusa e la cartolina di ricevimento sono diverse da quelle utilizzate per le normali raccomandate A/R. In particolare sono di colore verde e la cartolina di ricevimento presenta dei campi vuoti che saranno compilati dal postino che consegnerà la busta. In questi campi il postino indicherà gli elementi necessari a ricostruire il procedimento di notifica (la persona alla quale la busta è consegnata, la sua qualità ecc.). Le regole relative alla consegna della busta contenente l'atto da parte del postino sono sostanzialmente le stesse che devono applicarsi nel caso di notifica ordinaria (cioè effettuata non con il servizio postale, ma recandosi personalmente in cerca del destinatario per consegnargli l'atto). Pertanto, quanto segue deve considerarsi certamente valido anche per la notifica via posta, salvo eccezioni di cui si dirà.

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Tutte le operazioni relative al procedimento di notifica vengono annotate da parte dei soggetti che provvedono a compierle, in un documento che può essere scritto in tutto o in parte a mano (in questo caso redatto in calce all'atto notificato) o consistere in un modulo prestampato appositamente compilato (fisicamente separato dall'atto che è stato notificato. Ciò avviene per le multe o le cartelle esattoriali). Questo documento si chiama "relata di notifica" o "relazione di notifica".

Esso è di importanza fondamentale, in quanto contiene la descrizione di tutto ciò che è avvenuto in seno al procedimento di notifica e, pertanto, permette di comprendere se la legge è stata rispettata (e quindi la notifica è valida) oppure no (e quindi la notifica è nulla).

Nel caso di notifica via posta, l'ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull'originale e sulla copia dell'atto, facendovi menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario. Come già detto, sarà poi la cartolina di ricevimento a costituire prova della correttezza del procedimento di consegna della busta da parte del postino.

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La consegna materiale della copia dell'atto o della busta che lo contiene (nel caso di notifica via posta) può avvenire in diversi modi. In linea generale, la consegna avviene nelle mani del destinatario. Questa è la c.d. “notifica in mani proprie”.

In questo caso, l'ufficiale giudiziario (o altro soggetto abilitato) scriverà nella relata di notifica di avere provveduto a consegnare l'atto nelle mani del destinatario ed indicherà la data in cui ciò è avvenuto. La consegna avviene nella casa di abitazione del destinatario oppure ovunque l'ufficiale giudiziario trovi il destinatario, all'interno della circoscrizione giudiziaria alla quale l'ufficiale giudiziario è addetto. Se il destinatario si rifiuta di ricevere l'atto, l'ufficiale giudiziario lo scriverà nella relata di notifica e l'atto si considererà regolarmente notificato. Questo tipo di notifica è disciplinato dall'art. 138 c.p.c.

L'art. 139 c.p.c. specifica che la notifica può avvenire anche ove il destinatario ha l'ufficio o esercita l'industria o il commercio.

Quando la consegna avviene nelle mani del destinatario non è necessario che quest'ultimo firmi la relata di notifica, salvo che si tratti di avvisi o atti relativi alla riscossione dei tributi. Tuttavia, se l'atto della riscossione è una cartella di pagamento, allora la sottoscrizione non è richiesta.

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Lo stesso art. 139 c.p.c., inoltre, disciplina il caso in cui l'ufficiale giudiziario non trovi il destinatario nell'indirizzo della sua abitazione o dove egli ha l'ufficio o esercita l'industria o il commercio.

Questo articolo si applica quando l'ufficiale giudiziario non trova il destinatario, perché, pur essendo corretto l'indirizzo, questi è momentaneamente assente. Nel caso, invece, in cui il destinatario non sia trovato perchè l'indirizzo non è corretto si deve applicare un'altra norma, della quale si tratterà in seguito.

Orbene, quando il destinatario è momentaneamente assente, l'ufficiale giudiziario, a norma dell'art. 139 c.p.c. deve consegnare la copia dell'atto ad una persona di famiglia (per esempio il coniuge, o il figlio convivente) o una persona addetta alla casa (per esempio, una collaboratrice domestica o una badante), o addetta all'ufficio o alla azienda (questo nel caso la notifica avvenga nel luogo di lavoro del destinatario). In ogni caso queste persone alle quali, in assenza del destinatario, l'atto è consegnato non devono essere di età inferiore agli anni 14 né palesemente incapaci.

Non è richiesto che questi soggetti sottoscrivano la relata di notifica, salvo che si tratti di avvisi o atti relativi alla riscossione dei tributi. Tuttavia, se l'atto della riscossione è una cartella di pagamento, allora la sottoscrizione non è richiesta.

Se nessuna di queste persone è presente, allora la copia dell'atto può essere consegnata al portiere dello stabile ove è ubicata l'abitazione o il luogo di lavoro del destinatario. Se lo stabile non è dotato di portiere, la copia può essere consegnata ad un vicino di casa del destinatario che sia disposto ad accettarla. Il portiere o il vicino di casa devono firmare una ricevuta.

Va precisato che l'ordine di preferenza delle persone indicate nell'art. 139 c.p.c. è tassativo. Questo vuol dire che l'ufficiale giudiziario, nel caso di momentanea assenza del destinatario presso la sua abitazione o luogo di lavoro, deve prima verificare se siano presenti i familiari o le persone addette alla casa (o all'ufficio) del destinatario. Solo se queste persone non sono presenti può lasciare la copia al portiere dello stabile. E solo se quest'ultimo non è presente può consegnare la copia ad un vicino di casa che sia disposto ad accettarla.

Nella relata di notifica, deve essere indicata in maniera chiara la persona alla quale l'atto è stato consegnato, la sua qualità (coniuge, persona addetta alla casa, portiere ecc.) ed il motivo per il quale l'atto è consegnato a quella persona. Per esempio, nel caso di consegna al portiere, l'ufficiale giudiziario dovrà indicare che la persona alla quale ha consegnato l'atto riveste la qualità, appunto, di portiere dello stabile e dovrà spiegare che l'atto è stato consegnato a quest'ultimo perché il destinatario era assente ed assenti erano anche i familiari e le persone addette alla casa. Questa indicazione non è necessario che sia fatta con formule sacrali; è sufficiente che dal contesto delle parole usate si evinca che l'ufficiale giudiziario ha proceduto a ricercare quelle persone e le stesse sono risultate essere assenti.
Si precisa che la moglie del portiere non è legittimata a ricevere le notifiche.

Quando una notifica avviene con consegna al portiere dello stabile o al vicino, l'ufficiale giudiziario deve inviare una raccomandata al destinatario, con la quale avverte lo stesso dell'avvenuta notifica.

In caso di assenza del destinatario, esiste una differenza tra la notifica via posta e la notifica ordinaria. Nel caso di notifica via posta, infatti, quando il postino consegna la busta ad una persona che non sia il destinatario (quindi, non solo nel caso di consegna al portiere o al vicino, ma anche nel caso di consegna a familiare convivente o addetto alla casa) quest'ultimo deve essere sempre e comunque avvertito della avvenuta notifica attraverso una raccomandata semplice. Nel caso in cui, invece, la notifica non sia via posta, la raccomandata semplice con la quale si avvisa il destinatario deve essere inviata solo se l'atto è stato consegnato al portiere o al vicino.

Se anche una sola delle regole che si sono appena descritte non è stata rispettata, la notifica è nulla. Così, a titolo esemplificativo, è nulla la notifica effettuata con consegna al portiere, quando risulta che l'ufficiale giudiziario non ha ricercato i familiari del destinatario o le persone addette alla casa. Ed è nulla, ovviamente, la notifica effettuata ad una qualsiasi delle persone indicate dall'art. 139 c.p.c. quando il destinatario era invece presente. Per stabilire se sono presenti queste o altre nullità, è sempre necessario visionare la relata di notifica unitamente, nel caso di notifica via posta, alla cartolina di ricevimento.

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Quando, pur essendo corretto l'indirizzo al quale l'ufficiale giudiziario si è recato, ivi non ha rinvenuto il destinatario né qualche persona di famiglia o addetta alla casa né un portiere né un vicino disposto ad accettare l'atto, o quando tali persone, diverse dal destinatario, si siano rifiutate di ricevere l'atto, la notifica va effettuata a norma dell'art. 140 c.p.c.

In questo caso, la copia dell'atto è depositata presso la Casa Comunale (o presso l'ufficio postale, nel caso di notifica via posta). L'ufficiale giudiziario deve, inoltre, affiggere un avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario (l'ufficiale giudiziario, in pratica, ove possibile, farà passare tale avviso sotto la porta d'entrata dell'abitazione o lo lascerà nella cassetta delle lettere).

Infine, l'ufficiale giudiziario (o il postino nel caso di notifica via posta) deve inviare al destinatario una raccomandata con avviso di ricevimento (sia nel caso di notifica ordinaria che nel caso di notifica via posta, la raccomandata è con avviso di ricevimento), con la quale lo avviserà dell'avvenuta notifica. Il destinatario potrà recarsi presso il Comune o presso l'ufficio postale e ritirare l'atto.

La notifica si perfeziona, per il destinatario, nel momento in cui questi riceve la raccomandata di cui sopra o comunque trascorsi 10 giorni dall'invio della stessa. Così ha deciso la Corte Costituzionale con sentenza n. 3/2010.

L'inosservanza anche di una sola di tali regole comporta la nullità della notifica. Per verificare se tali nullità siano effettivamente esistenti è sempre necessario analizzare la relata di notifica.



Se hai ricevuto una busta verde contenente l'avviso di deposito di atti giudiziari, vuol dire che hai ricevuto la notifica di qualche atto a norma dell'art. 140 c.p.c. Cioè il notificatore non ti ha trovato a casa ed ha depositato l'atto in Comune (o alla posta, se l'atto è stato notificato via posta).

Per sapere cosa ti è stato notificato devi recarti al Comune della tua città o alla posta (se l'atto ti è stato notificato via posta).

Non c'è modo di sapere cosa ti sia stato notificato se non vai a ritirare l'atto. Può trattarsi di una multa, di una citazione, di una cartella di pagamento, di un decreto ingiuntivo. Può trattarsi di qualsiasi atto.

Il nostro consiglio, pertanto, è di recarti al più presto a ritirare l'atto.

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Quando non si conoscono la residenza, la dimora o il domicilio del destinatario, la notifica deve essere effettuata secondo l'art. 143 c.p.c.
Il presupposto necessario affinché si possa utilizzare questo tipo di notifica è che non si conosca un valido indirizzo a cui notificare l'atto ai sensi degli articoli 138 e 139 c.p.c.

Si badi che, nel caso in cui tale indirizzo si conosca, ma semplicemente ivi recandosi il notificatore non rinvenga alcuna delle persone di cui all'art. 139 c.p.c. deve essere applicato l'art. 140 c.p.c. e non l'art. 143 c.p.c. di cui adesso stiamo discutendo.

Si precisa, inoltre, che non basta la semplice mancata conoscenza soggettiva dell'indirizzo del destinatario, affinché si possa applicare l'art. 143 c.p.c. ma è necessario anche che sia impossibile reperire tale indirizzo utilizzando la normale diligenza. In altre parole, se l'indirizzo corretto può essere reperito con una semplice richiesta anagrafica, non può essere applicato l'art. 143 c.p.c.

Tanto detto, il tipo di notifica di cui si tratta avviene mediante deposito, da parte dell'ufficiale giudiziario, di copia dell'atto nella Casa Comunale dell'ultima residenza del destinatario o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario.

La notifica si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte.

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La notifica al domiciliatario è regolata dall'art. 141 c.p.c. che così dispone:
“La notificazione degli atti a chi ha eletto domicilio presso una persona o un ufficio può essere fatta mediante consegna di copia alla persona o al capo dell'ufficio in qualità di domiciliatario, nel luogo indicato nell'elezione.
Quando l'elezione di domicilio è stata inserita in un contratto, la notificazione presso il domiciliatario è obbligatoria, se così è stato espressamente dichiarato.
La consegna, a norma dell'art. 138, della copia nelle mani della persona o del capo dell'ufficio presso i quali si è eletto domicilio, equivale a consegna nelle mani del destinatario.
La notificazione non può essere fatta nel domicilio eletto se è chiesta dal domiciliatario o questi è morto o si è trasferito fuori della sede indicata nell'elezione di domicilio o è cessato l'ufficio.”

Per quanto riguarda le notificazioni alle persone giuridiche, l'art. 145 c.p.c. così dispone:
“La notificazione alle persone giuridiche si esegue nella loro sede, mediante consegna di copia dell'atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa ovvero al portiere dello stabile in cui è la sede. La notificazione può anche essere eseguita, a norma degli articoli 138, 139 e 141, alla persona fisica che rappresenta l'ente qualora nell'atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale.
La notificazione alle società non aventi personalità giuridica, alle associazioni non riconosciute e ai comitati di cui agli artt. 36 ss. c.c. si fa a norma del comma precedente, nella sede indicata nell'art. 19, secondo comma, ovvero alla persona fisica che rappresenta l'ente qualora nell'atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale.
Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell'atto, che rappresenta l'ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143.”

L'art. 146 c.p.c. regola il caso della notifica al militare in servizio, in particolare esso dispone che:
“Se il destinatario è un militare in attività di servizio e la notificazione non e' eseguita in mani proprie, osservate le disposizioni di cui agli artt. 139 ss., si consegna una copia al pubblico ministero, che ne cura l'invio al comandante del corpo al quale il militare appartiene.”

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Abbiamo detto che quando le norme che regolano la notifica non vengono rispettate, quest'ultima è nulla.

Bene, è necessario precisare al riguardo che, anche alle notifiche si applica l'ultimo comma dell'art. 156 c.p.c., che recita: "La nullità (di un atto) non puo' mai essere pronunciata, se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato..

Scopo della notifica è portare a conoscenza del destinatario l'esistenza ed il contenuto di un certo atto o documento.

Questo significa che, quando il destinatario sia venuto a conoscenza dell'atto notificato, anche se questo non è stato notificato secondo la legge, la nullità della notifica si ha per sanata.

Per esempio, nel caso di notifica a destinatario assente, se non è inviata la raccomandata prevista dall'art. 140 c.p.c., la notifica è nulla. Però se il destinatario ha comunque ritirato l'atto presso la Casa Comunale, questa nullità è automaticamente sanata.

Una tipica applicazione pratica di questo principio si osserva nel caso in cui taluno impugni un certo atto che gli sia stato notificato irregolarmente. L'impugnazione dell'atto dimostra incontrovertibilmente che, nonostante la violazione delle norme, la notifica ha comunque raggiunto il suo scopo e, pertanto, non può più esserne dichiarata la nullità.

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domanda per mancata notifica

Egr. Avvocato, vedo che siete esperti in campo di norifica atti. Vi espongo il mio caso, poiche' i miei professionisti a cui mi sono rivolto mi dicono cose non conformi a quanto ritengo invece sia disciplinato dalla legge.

Mi sono rivolto l'anno scorso ad un avvocato di Milano per un recupero di un credito di una mia societa' per euro 6.000. A settembre e ottobre 2013 tale avvocato ha inviato decreti ingiuntivi con relate di notifica negative alle sedi della societa' della controparte.
La residenza anagrafica ufficiale dell'amministratore a seguito di una ricerca che ho affidato ad una agenzia per rintraccio debitori risulta "cancellata per IRREPERIBILITA' accertata dal comune di Pavia in data 24/09/2013.
Ho telefonato personalmente ai numeri che compaiono sul sito della societa' spacciandomi per un nuovo cliente, e mi risponde un operatore che afferma che la societa' esiste che l'amministratore (tale sig. Panzini) al momento non c'e' e che lasceranno messaggio e che saro' richiamato a breve.
Come e' possibile che non si riesca a recapitare o a notificare un atto visto che risulta irreperibile??? E' possibile inviare atti con notifiche valide agli indirizzi anagrafici degli altri soci della sua societa'? e' valido per notificare decreto ingiuntivo?

Grazi per vs risposta. Sono disponibile anche per telefono qualora necessitasse.

RICCARDO MASSIRONI (MILANO)
3454201638

Non è possibile esprimere un

Non è possibile esprimere un parere senza vedere le carte e comunque molto probabilmente hanno ragione i suoi avvocati e non lei. Le consiglio, pertanto, di attenersi alle loro istruzioni e consigli o di rivolgersi ad altri avvocati se quelli attuali non le ispirano la giusta fiducia.

Avviso di accertamento inviato a vecchio indirizzo di residenza

Egr. Avvocati,
avendo notato dai commenti, la vostra chiarissima competenza, vi espongo il mio caso. Riguarda il mancato pagamento di bollo di circolazione del 2008, nella regione Lombardia. Ho ricevuto la cartella esattoriale circa 30-40gg fa', e chiamando i numeri verdi della Regione, mi e' stato detto che l'avviso di accertamento era stato mandato nel Nov. 2011 ad un indirizzo al quale pero' non ero piu' residente dal Nov. 2006. Sembrerebbe un caso di prescrizione quindi, se non fosse che loro sostengono che essendo l'avviso di accertamento e' stato consegnato a persona qualificata, per loro la notifica e' valida. Ho trovato tra l'altro una lettera di Poste Italiane che doveva riferirsi a quell'avviso di accertamento (che io non ho mai ricevuto!) nella quale si dice che la persona qualificata in questione era il portiere dello stabile, e che la notifica si considerava pertanto avvenuta. Ma il portiere dello stabile, son certo, non e' mai esistito! La Regione sostiene che dovrei pagare la cartella e rivalermi poi sulle Poste e/o chi ha messo la firma, ma tale via mi sembrerebbe piuttosto impervia: io sono cresciuto in quello stabile, quindi qualcuno puo' aver firmato conoscendomi per farmi un piacere...
Mi sembrerebbe pero' che siano stati quelli della Regione a generare l'errore iniziale nel mandarimi l'avviso di accertamento in un indirizzo di residenza errato, avendo appunto regolarmente cambiato la residenza 3 prima in altro comune (e provincia)!
Chi ha ragione, e che cosa mi consiglierebbe di fare? Sono abbastanza contrariato da questo loro modo di operare...

Non è del tutto privo di

Non è del tutto privo di fondamento ciò che le è stato riferito. Infatti, se qualcuno si presenta, per errore o dolosamente, come legittimato a ricevere una notifica per lei, non è colpa del notificatore. Tuttavia, può provare, specialmente se l'importo da pagare è rilevante, ad impugnare l'atto sostenendo la nullità della notifica per essere stata la stessa effettuata presso un indirizzo ormai non più attuale da diverso tempo. E' onere del notificante, infatti, accertare la residenza attuale del destinatario.

Validità notifica ritirata successivamente

Egregio Avvocato, innanzitutto complimenti per l'articolo e per la disponibilità che dimostra. Le vorrei chiedere di chiarire un caso che si trova "nel mezzo" di quanto sopra descritto. Il Comune spedisce una raccomandata ad una persona (Tizio), ma questa non si fa trovare e gli viene lasciato il bigliettino contenente l'avviso di giacenza della lettera presso l'ufficio postale. Tizio ritira la lettera dopo 5 gg dalla ricevuta dell'avviso di giacenza. La data di validità della notifica si ha da quando è stata ritirata la raccomandata presso l'ufficio postale oppure da quando è stato lasciato l'avviso di giacenza? Esiste una specifica normativa al riguardo, oltre quella cui Lei fa riferimento nell'articolo?
Grazie anticipatamente per la risposta

Si applica esattamente quello

Si applica esattamente quello che ho descritto nell'articolo, non nel mezzo.

"La notifica si perfeziona, per il destinatario, nel momento in cui questi riceve la raccomandata di cui sopra o comunque trascorsi 10 giorni dall'invio della stessa. Così ha deciso la Corte Costituzionale con sentenza n. 3/2010."

Quindi controlli quando è stata inviata la raccomandata di avviso deposito e faccia più 10. Se il giorno in cui la raccomandata è stata ritirata è precedente al giorno dell'invio + 10, allora la notifica si è perfezionata, per il destinatario, il giorno del ritiro. Altrimenti, si è perfeziona, per il destinatario, al giorno dell'invio + 10.

atto giudiziario

Salve..La mia vicina di casa mi ha detto che 15 giorni fa il postino non mi ha trovata per consegnarmi un atto giudiziario.....ieri ha bussato a casa mia l'ufficiale giudiziario per consegnarmi un atto giudiziario ma ero a lavoro....Tra quanti giorni riviene l'ufficiale giudiziario per consegnarmi l'atto giudiziario cosi' prendo un po' di ferie? Non so come fare...Io so che ho qualche debito non pagato.....grazie anticipatamente ANNA

Non si può sapere. E'

Non si può sapere. E' possibile, comunque che la notifica sia stata comunque effettuata così.

In questo caso, dovrebbe arrivarle una raccomandata tra qualche giorno. Controlli comunque in Comune se ci sono atti per lei.

Salve,ho cambiato residenza

Salve,ho cambiato residenza da circa tre anni, il 19 marzo mi è stata consegnata al vecchio indirizzo (casa dei miei) una comunicazione di avvenuto deposito di atti giudiziari nella casa comunale. La notifica non è stata consegnata in mano a nessuno dei miei familiari o vicini ma lasciata nella cassetta della posta.Cosa devo fare? La ritiro o può essere considerata nulla e dovranno recapitarmela al mio attuale indirizzo? Non ho cambiato comune di residenza ma solo casa....grazie per l'aiuto. Saluti

notifica atto amm

Buongiorno
ho ricevuto un avviso di accertamento per un mancato pagamento dell ici del 2008. l atto è stato a me notificato in data 3 gennaio 2014. volevo sapere se vale la prescrizione dei 5 anni . Dal comune sostengono di no perché loro l hanno consegnato all ufficio postale in data 30 dicembre... ma questa data non risulta da nessuna parte. la notifica è del 3.01.2014 e sulla busta c è un ulteriore timbro postale del 01.01.2014 ( preciso chenegli uffici centrali delle città lavorano anche i festivi..) chi ha ragione?